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venerdì, 04 luglio 2008

COSE CHE NON SO FARE

1. Schioccare le dita.Ho imparato solo a schioccare, malamente per la verità, le dita della mano destra dopo un intensivo allenamento durato 25 anni. Ora il suono che riesco a produrre è debole e assomiglia al rumore di una pantofola quando cade a terra. Questo deficit ha per effetto l'impossibilità di farmi obbedire da un uomo a meno di fare ricorso all'ipnosi.Tecnica nella quale sono maestra: c'è infatti qualche rispettabile  uomo che gira per le piazze della mia città facendo "coccodé";

2.Inserire le graffette nella pinzatrice.Ci hanno provato in tanti ad insegnarmelo, probabilmente anche alcune maestre di sostegno.Io imparo, infilo le graffette una prima volta e poi amnesia totale.Il senso della graffetta per la pinzatrice scivola lentamente sui binari morti della mia più totale indifferenza, per citare le altrui metafore. La volta successiva sbaglio e incastro l'infernale aggeggio conficcando la graffetta nel ginocchio di qualcuno;

3.Piantare un chiodo nel muro. Per piantare un chiodo nel muro intendo le tre semplici mosse che vanno dal piantarlo diritto, senza provocare falde di Sant'Andrea nell'intonaco al non farlo cadere dopo 5 minuti. Quest'altro deficit ha per effetto l'ilarità maschile generale che si scatena ogni volta che qualche uomo entra in casa mia e osserva i quadri. Io cerco di parlare del concetto di relatività estetica post costruzionista, ma sembra inutile.Non saper piantare chiodi nei muri costituisce anche un fantastico incipit di conversazione sulla mia vita di donna adulta con con il Peppino mio padre ( "Sei riuscita ad attaccare i quadri?") oltre che l'evergreen ( "Come va la macchina?");

COSE CHE SO FARE ( e che scommetto voi no)

1.Piegare completamente i palmi delle mani all'indietro;

2.Le meringhe fatte in casa con la panna. Mi vengono delle bambine bianche e zuccherose  che l'anno prossimo gli metto pure il velo e gli faccio fare la prima comunione;

3.Parcheggiare in retro tra due macchine.Ebbene sì. Io so parcheggiare in retro in 5 secondi, anche in spazi estremamenti ristretti e senza che si formino dietro di me fastidiosi capannelli di giovani e pensionati che agitano le braccia a  elica.Per fare questo ho sacrificato anni di specchietti, ma ne è valsa la pena.Specie quando esco dalla vettura con aria di sprezzo verso suddetti individui e penso: "Ma chi sono! Ma chi sono!"....

 


postato da: iaialibera alle ore 13:39 | link | commenti
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giovedì, 03 luglio 2008

Tanto passa da solo o delle punture di zanzara e della rassegnazione di vivere

Voglio supporre che, visto che tutto- scorre- dicevano- i -greci, anche il veleno della zanzara più grassa del nord Italia se ne andrà dal mio polpaccio. In poche ore la mia gamba destra si è trasformata in un monoblocco edematoso. La mia collega dice che non c'è rimedio e lo dice con il fare di una raccoglitrice di olive abruzzese di fine ottocento, già me la vedo con il velo di pizzo e il bustino e il vestito nero che, seduta su una sedia di paglia, toglie le foglie alle bacche. Non c'è nulla da fare, sei allergica alle punture di zanzara, rassegnati al tuo ineluttabile destino e non andare in farmacia, tanto passa da solo. Si gonfia,ti prude, spurga quel liquidino infetto bianco- giallastro e poi passa.Non occorre che ci aggiungi altro, passa da sè in pochi pazienti, lenti, sonnacchiosi, giorni estivi. Del resto la mia collega raccoglitrice di olive abruzzese di fine ottocento si chiama Cinzia e con un nome così non poteva che essere il ritratto della tranquillità, della pace di vivere senza la necessità di trovare risposte alle proprie domande,cure alle proprie punture.

A proposito di ineluttabilità: la Cinzia mi rimanda al Peppino quando, mentre sbuccia i fagiolini con il fare di un pastore abruzzese di ritorno dalla malga dice: il raffreddore passa in 7 giorni se lo curi, in una settimana se non lo curi. E a  proposito di Abruzzo: secondo me non è giusto che L'Aquila sia in Abruzzo. Secondo me L'Aquila dovrebbe essere nelle Marche.Suona meglio.

 E comunque,sempre secondo me, alla volte non bisogna proprio fare un cazzo.

 


postato da: iaialibera alle ore 11:05 | link | commenti (3)
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mercoledì, 02 luglio 2008

zitti zitti, piano piano

Siccome non ci si fa mai mancare niente, la sottoscritta ha appena partorito la più grande figura di merda della sua storia personale, paragonabile solo a quella volta, in seconda elementare, in cui ella decise di pisciare sul palcoscenico della scuola durante la recita natalizia e dopo aver recitato l'unica battuta della sua biografia di attrice e cioè " zitti zitti , piano piano".( il pssssthhhhhtttttttttttttttt che ne seguì tormenta ancora i suoi sogni notturni)

Almeno questa volta  non ci sarà mirko di sette anni, a guardare l'enorme macchia gialla espandersi tra i piedi della sua amata fino al parquet del palco mentre attorno si levano risa sempre più sonore.

Vado ad uccidermi sotto la fotocopiatrice.

 

 


postato da: iaialibera alle ore 12:19 | link | commenti (2)
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martedì, 01 luglio 2008

stato

polemica, accaldata e affetta da  inconsolabile tristezza.

 


postato da: iaialibera alle ore 09:55 | link | commenti (4)
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lunedì, 30 giugno 2008

quello che a volte combino ( Ovvero le mie boiate)

Se qualcuno dei residenti nel circondario avesse notato, ieri sera verso le 20.30, sulla statale per Cremona direzione Brescia,una bici olandese nera da donna sormontata da un essere roteante bianco e verde con i codini, quella ero io, versione Gino Bartali al Giro d'Italia. Stavo andando dalla Simo, che mi aspettava nella zona nord della Città per un giro al Parco del Mella ( parco a quell'ora affollato dalle due P =pusher e pantegane). Tutto questo dopo avere nell'ordine:

provato ad inserire la bici nel baule della mia punto bi-rigata a San Zeno Naviglio;

constatato che era impossible farcela stare;

riprovato ad inserire l'arnese con la fatale perdita del  suo fanalino di coda; 

osservato con stupore infantile che la punto bi rigata era diventata punto tri-rigata;

capito che erano le otto e un quarto e dovevo essere dalla simo alle otto e trenta;

capito che era meglio lasciare la bici  e andare in macchina fino in città per mancanza di tempo;

fatto giro in bici della piazza di San Zeno, nel dubbio amletico ( bici o macchina, bici o macchina bici o macchina);

realizzato di avere il cellulare scarico. Ulteriore motivazione per  rinunciare alla bici ; non potevo avvertire Simona del fatto che non sarei mai, dico mai e poi mai , stata da lei per le otto e trenta. 

realizzato  successivamente che per fare il giro della piazza e decidere se andare in città in bici o in macchina avevo fatalmente lasciato le chiavi di casa e del cancello stesso, dentro la macchina, dentro il cancello, indi ero chiusa fuori con la mia bici, senza telefono, senza chiavi, senza nessuno ad aprirmi, e sola, sola al mondo ma stavolta senza il mio brufolo giallo (amen ovunque tu sia) ma sola, sola con la mia bici, in un oscuro punto dell'universo senza amore e con due pedali al suo posto.

Ed è stato allora che la misericordia di San Quadricipite Femorale è scesa su di me ed ho percorso una distanza di 8 km in venti, dico venti minuti. Alle otto e quaranta arrivavo, felice e grondante davanti alla faccia della Simo terminando poi la nottata sempre in bici, ridenti e deficienti, sotto una pioggia scrosciante.

L'immagine  qui a lato a perenne ricordo. Della pioggia, di contrada Santa Chiara o della Simo.

 


postato da: iaialibera alle ore 09:12 | link | commenti (2)
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venerdì, 27 giugno 2008

dov'è la mia tragedia?

Sto diventando sempre più analcolica, ma se voi eliminaste  tutti i miei vizi, che cosa ne rimarrebbe.? Una scialba figuretta bionda, un nevrotico contatore di calorie, una che fa 200 addominali al giorno.

Sto diventando sempre più sana, non riesco nemmeno più ad appassionarmi alle storie di merda. Adesso, sento da lontano l'odore di una storia di merda e penso, oh che storia di merda, e basta, niente lettere,niente lacrime, niente canzoncine strazianti ( mi dispiace per te,  tiziano). Sono in fase lenzuolo profumato di coccolino flower impilato nell'armadio ( OEUBGPM impila le lenzuola come nessun'altro e questo provocherà anni di analisi per superare il confronto, perchè quando OEUBGPM mi dice vengo a trovarti, io passo ore a pulire una casa che lei trova comunque sporca).

Insomma tutta questa salute mi porta ad impazzire. Di mestizia e di sacrifizio. Ogni tanto butto la testa sotto il cuscino, in quelle notti diciamo da lenzuola umide e fuori la gente che non riesce a dormire e canto LET IT BE. Oh, dio.

Rivoglio le mie banali tragedie. E un bicchiere di Nero D'Avola.


postato da: iaialibera alle ore 11:35 | link | commenti (3)
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martedì, 24 giugno 2008

momenti di epica frustrazione

1. ad esempio ora, che non ho tempo nè modo di scrivere nulla e mi sento in prigione;
2. quando torni dal mare dopo otto ore di sole al giorno e ventidue perle mattutine di beta carotene e , quegli ignoranti che non ti conoscono, ti dicono " mamma mia! ma quanto sei bianca tu....";
3. quando torni dal mare dopo otto ore di sole al giorno e ventidue perle mattutine di betacarotene e quella stronza della tua amica, lei si che ti conosce bene, si limita ad un sorrisetto e poi allunga il braccio vicino al tuo;
4. tutti i "grazie, le faremo sapere"
5. tutti i " sarà per la prossima volta, dai"
L'autrice sta sospirando. Mentre sospira, lo sguardo le scivola sui venti nuovi nei del braccio, risultato delle recenti esposizioni, e dell'inesorabile melanoma che si nasconde tra essi. Meno male. Ho solo due settimane di vita.Prendo ferie di nuovo, allora.
aggiornamento del pomeriggio
6. il brufolo giallo che hai sulla spalla e che non riesci a schiacciare ( e adesso a chi lo chiedo. Al fidanzato lo chiedo, ecco. Questa è una questione di coppia, un pò alla frutta magari. Ma io con la mia coppia non sono nemmeno alla fatidica questione del cosa- preferisci- il -mare- o- la -montagna. Improvvisamente lo so; sono sola. Gobba e sola come Leopardi sulle colline di Recanati.No, che brutto. Sola come Mata Hari prima di venire fucilata. Più avventuroso.Insomma sola e con un brufolo giallo da spremere.


postato da: iaialibera alle ore 08:14 | link | commenti (13)
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sabato, 21 giugno 2008

and the maniac strikes again

No, dico. Sono appena rientrata da una settimana di mare-camminate sul bagnasciuga, pelle dorata, zero eritemi, zero pancia, zero gente al di sotto dei 65 anni. Ho condotto una vita morigerata e ho persino iniziato, sotto consiglio della cami, a foderare la tazza di carta prima di sedermici sopra, per via della clamidia, che secondo la cami che è citologa, ha fatto più morti delle acciaierie italiane. Ho continuato con pranzi a base di frutta fresca e jogging quotidiano. Questo non ha fatto di me una top model, ma mi ha reso in assoluto molto molto più gnocca del dovuto. La cosa che mi indispettisce è che tutto questo si traduce in alcuni singoli fatti. Niente rose e niente inviti.La mail tace. Io come un'ossessa vago in cerca di un internet point e lo trovo pure. Perfetto se non fosse che , giusto ora, siede vicino a me un tizio, secondo me uno studente al secondo anno di ingegneria, che continua a guardarmi e , in quel mentre, si accarezza il coso. Direi che se lo ravana con supremo gusto. Ho paura di voltarmi e di scoprire che ha la patta aperta. Quindi, lo dico con onestà, sono in preda al disgusto e alla paura folle.Altro che clamidia, altro che herpes. La Cami ha l'angoscia del microbo.Ma non glielo si può troppo dire. Comunque ha l'angoscia del microbo, forse perchè lei i germi li spezzetta nel catarro tutte le mattine. Poverina la cami. Poverina però soddisfatta. non come me che zero uomini, ma molti maniaci, tutti pronti ad agguantare furtivamente il banano al mio cospetto. Non lo trovo corretto.

Adesso vado. Speriamo non mi segua.


postato da: iaialibera alle ore 16:08 | link | commenti (1)
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giovedì, 12 giugno 2008

lettera: dei programmi e di cosa ne rimane

Tra un mese e mezzo cambierò casa. Tra un anno e mezzo finirò di pagare la macchina. Non ho ancora deciso quando portare la mia piccolina dal carrozziere per via di quelle due belle strisce di chiavi sulla fiancata-forse mai- temo che non avrò mai abbastanza denaro per permettermi il lusso di non far capire al mondo che a qualcuno devo essere stata pesantemente sui coglioni.Comunque.Programmi, dicevamo.

Tra un anno e mezzo cercherò un'altra casa. La vorrei di nuovo in centro e quindi propenderò per l'affitto, però non lo so, veramente potrei anche decidere di cambiare città-un pò così- scegliamo una bella città italiana alternativa a Brescia? Milano? Mi si ungerebbero i capelli tutti i giorni. Roma? Troppo lontana. Bologna? Bella Bologna, non male Bologna. Rossa, musicale, giovane, piena di ravioli. Bologna potrebbe andare. Anche Genova potrebbe andare, ma che lavoro mi potrei trovare al mare? Pulire le cozze tutte le mattine? Ripulire la spiaggia dai battecchini del ghiacciolo? Torino no, perchè mi fa tanto libro cuore.Firenze mi fa paura, troppo intellectual snob.

E ancora: tra tre giorni andrò al mare. Tra due settimane andrò ad una cena con gli ex colleghi. A settembre ricomincerò a cercare un lavoro che mi piaccia di più, in fondo non devo più pagare l'affitto. Stasera andrò a sentire un gruppo suonare in un bar piccolissimo. Poi tornerò dal mare e devo organizzarmi per tutti quegli scatoloni. Avete notato come  negli scatoloni non ci stia mai niente? Nelle case non ci sono mai abbastanza cassetti, mai troppo posto nell'armadio, mai abbastanza carta igienica e  mai abbastanza scatoloni. Sono quelle cose che ti mandano al manicomio. Un pò come fare serata tutti insieme e aver finito le sigarette e non sapere come e dove andare a comprarle. Non ce n'è mai abbastanza. La vita è fatta di cose non abbastanza. Soldi. Durata di certi amori. Il momento perfetto in cui potresti anche non parlare , perchè è già perfetto così. Il momento della sorpresa.Tutte cose rapide, però lasciano una scia indelebile. Forse  il senso è questo, in definitiva.

Riempio scatoloni, nel frattempo.Intanto tu ti sposerai, presumo.Sai, l'idea mi tocca appena.Non è forse tutto pronto?  Non potevi scegliere geometria migliore. Io la mia non la trovo.Traccio un solco e diventa tutto un casino.E poi in geometria avevo tre e questo non è un caso. Ma sai la novità? Ultimamente-molto strano ma - mi diverto. Lo so che sei contento che mi diverto, anche se non ci sei più. E anche io. E non è poco.

 


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lunedì, 09 giugno 2008

pensieri sparsi

1. Oggi è arrivata una giovane e simpatica stagista di 17 anni, tale Manuela. Simpatica e carina. Peccato che è arrivata con un pò di ritardo per via della malattia che ha contratto. Gli orecchioni.Quando l'ha spiegato, tre ore dopo aver stretto la mano a 25 persone, è stata caldamente esortata a tornare la prossima settimana;
2. Dopo due anni di starvation economica , vado al mare con la Cami ( la Cami, come ho altrove già spiegato, è mia sorella);
3. Piove da due mesi e non accenna a smettere, quindi questo significa che presumibilmente pioverà anche durante la mia UNICA settimana di vacanza dell'anno;
4. Vuotare un sacchetto della spazzatura, pieno di pannolini di neonati, sul cofano di un coglione che si è dileguato senza una parola costituisce un sano modo di affrontare il problema del maschio fragile. Basta chiarimenti. Punizioni;
5. Mia sorella e io siamo come l'Italia e la Nuova Zelanda. Agli antipodi. Mi domando se questo avrà delle conseguenze sulla nostra vacanza.Si, che le avrà. No, non le avrà. Si ,che le avrà. Boh;
6.Ho intenzione di correre tutti i giorni sulla spiaggia e di mangiare leggero e gustoso. Mi stanno già venendo gli occhi a mandorla come Kaori;
7.In ogni caso predetto coglione aveva l'alitosi. Ecco perchè è finita. E' dura limonare con una bruschetta;
8. Ogni tanto, avrei voglia di stringere in braccio e annusare tutti i figli delle mie amiche. Ogni tanto invece sono contenta che i figli siano i figli delle mie amiche;
9.Ho avuto la tendinite. Mi basta correre anche poco per avere la tendinite. E che cazzo;
10. Forse tutto il mio gonfiore è dato da un'eccessiva quantità di estrogeni per il post operatorio: me l'ha detto un'infermiera sabato al convegno sulla Broncopatia cronica ostruttiva. Ha aggiunto che danno gli estrogeni anche ai tacchini per farli gonfiare;
11.Sono sconvolta e felice. Si si. Ne sono certa.

postato da: iaialibera alle ore 13:46 | link | commenti (12)
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